L’ultimo uomo: i suoi disvalori, durante la dittatura chiamata Fine della storia!

Dirò loro di ciò che più è spregevole: cioè dell’ultimo uomo.

E Zarathustra, allora, disse al popolo cosi:

«È giunto il tempo che l’uomo si proponga una meta. È giunto il tempo che l’uomo getti il seme della sua più alta speranza.

Il suo terreno è abbastanza ricco, oggi, per ciò. Ma un giorno sarà impoverito e sfruttato e non potrà dar vita a nessun albero di alto fusto.

Guai! Si appressa il tempo in cui l’uomo non lancerà più la freccia della sua brama oltre l’uomo, e la corda del suo arco avrà disappreso a sibilare!

Io vi dico: bisogna aver ancora un caos in sé per poter generare una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos in voi.

Ahimè! Prossimo è il tempo in cui l’uomo non potrà più generare nessuna stella! Ahimè! Prossimo è il tempo del più spregevole tra gli uomini, che non saprà né anche più disprezzare sé stesso.

Ecco! Io vi mostro l’ultimo uomo.

Che cosa è amore? Che cosa è creazione? Che cosa è brama? Che cosa è l’astro? — così chiede l’ultimo uomo, ammiccando.

La terra sarà allora divenuta piccina, e su di essa saltellerà l’ultimo uomo che impicciolisce ogni cosa. La sua razza è tenace, come quella della pulce; l’ultimo uomo vive più a lungo di tutti.

Noi abbiamo inventata la felicità — dicono, ammiccando, gli ultimi uomini.

Essi hanno abbandonate le regioni dov’era dura la vita: giacché han bisogno di calore. Si ama ancora il vicino e ci si stropiccia a lui, perché si ha bisogno di calore.

[p. 15 modifica]

L’ammalarsi e il diffidare è per essi un peccato: ei camminano guardinghi. Un folle è colui che ancora incespica nei sassi o negli uomini!

Di quando in quando un po’ di veleno: ciò produce sogni gradevoli. E molto veleno alla fine, per procurarsi una piacevole morte.

Si lavora ancora perché il lavoro è uno svago. Ma si ha cura che lo svago non esalti troppo i nervi.

Non si diviene più né poveri né ricchi; entrambe queste cose dàn soverchio fastidio. Chi desidera ancora di regnare? chi di obbedire?

Nessun pastore: un sol gregge! Ognuno vuole la stessa cosa, ognuno è la stessa cosa: chi la pensa diversamente ripara volontario al manicomio.

«Una volta tutto il mondo era pazzo — dicono i più astuti, ammiccando.

Noi siamo assennati e sappiamo tutto ciò che è avvenuto; abbiamo dunque diritto d’irridere ogni cosa. Ci si bisticcia ancora, ma ci si riconcilia presto — per non guastarci lo stomaco. Si hanno i proprii svaghi del giorno, e quelli della notte; ma si tiene in gran conto la salute.

Noi abbiamo inventato la felicità — dicono gli ultimi uomini, ammiccando».

E qui finì il primo discorso di Zarathustra, che anche è chiamato l’«introduzione»: poi che in questo momento lo interruppe il vociar gioivo della folla. «Dà a noi quest’ultimo uomo, o Zarathustra — esclamavano — fa che noi diventiamo simili a quest’ultimo uomo. E noi rinunziamo volentieri al superuomo!». E tutto il popolo era giubilante e faceva schioccare la lingua.

Ma Zarathustra s’attristò e disse nel suo cuore:

«Essi non mi comprendono: io non sono la voce che conviene a questi orecchi.

Forse troppo a lungo dimorai nella montagna, troppo a lungo forse ascoltai il mormorio dei ruscelli e degli alberi: ora parlo a loro nel linguaggio dei pastori di capre.

Serena è l’anima mia come la montagna nel mattino. [p. 16 modifica]

Ma essi pensano che io sia freddo: essi mi scambiano per un buffone che sa burle atroci.

Mi guardano e ridono: e ancor ridendo mi odiano. È ghiaccio nel loro riso».

Così parlò Zarathustra F. Nietzsche

 

L’ultimo uomo che parla come fosse l’unico depositario della verità, come un tempo erano stati Stalin e Hitler, però lo fa dal canto del cigni dell’impero del bene dell’ultimo totalitarismo.Oggi questi presunti liberali della domenica di ogni colore di ogni posizione che nella bocca hanno i valori cioè i (dis)valori della vecchia borghesia, dimenticando i propri scheletri nel armadio: i traffici di droga (eroina) coi fogli dei servizi segreti, gli omicidi bianchi cioè: ci sono uomini e donne che si possono uccidere (homo sacer) non commettendo reato.

Perfetti gli ultimi uomini, si considerano perfetti da un “vangelo”, un libro scritto da un neofascista reduce dagli anni 70, che gli dice come vivere come parlare come persuadere gli altri parenti amici conoscenti. Alcuni passaggi del vangelo sono agghiaccianti razzismo puro, fascismo mascherato. Si sentono superiori  agli altri  quelli che non partecipano al banchetto della società tecno-capitalista vengono considerati Nullità, carne di scarto, parassiti. Anche se poi parlano di sinistra, progresso, giustizia ma in modo confuso ritirano fuori la nazione non capendo che quelli erano i discorsi del duce e di Hitler. Antifascisti dei miei stivali.

Questi sono gli ultimi uomini del Partito-Chiesa erede della terza internazionale (il fascismo rosso) oggi democratico (all’americana) a parole e iper-liberale peggiore della vecchia Democrazia Cristiana, nel suo slogan ripreso dai conservatori ” Non ci sono alternative” nichilismo puro, la fine della storia e solo nelle loro conti in banca foraggiati dalle lobby.

E poi c’è la ciliegina sulla torta il Partito-Chiesa (degli ultimi uomini)  la vergognosa pratica del capro espiatorio un eredità del corporativismo fascista imposto dalla Lobby Frankista che Ingrassa coi suoi denari dirigenti e votanti sinistroidi e alternativi un buon 10% di elettori alle elezioni. IL patto è il silenzio, l’omertà di Stato torna quello che si pensava essere un passato da studiare nei libri il Levitano e la moltitudine che fa? Purtroppo partecipa al banchetto solo qualche anarchico dice di NO. I paria nella società dello spettacolo sono il prezzo da pagare per la devianza di un intera casta che ricerca l’immortalità ma va diritta verso l’inferno. Noi Paria, capri espiatori oggi alziamo la voce contro la Lobby, contro il Partito -chiesa e contro questo ultimi uomini che sono soltanto castelli di sabbia, perché sta arrivando la grande onda, la grande mareggiata.

Simonetti 

un paria, un anarchico stirneriano, un capro espiatorio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...